martedì 14 febbraio 2012

Whitney Houston e Bobby Brown
Una delle più belle voci femminili della scena musicale mondiale è morta qualche giorno in hotel di Beverly Hills. La carriera della cantante è stata costellata di grandi successi ma anche indosolubilmente legata ad eccessi di droga. Alla notizia della morta della Houston vi è stata una rivolta dei suoi fans sul web e su tutti i social network, questi hanno accusato il suo ex compagno Mr Brown di averla "uccisa" istigandola ad una vita di eccessi e sgregolatezze. Non siamo i primi sul web a parlare quindi del rapporto "corrotto" tra la Houston e l'ex marito che faceva della cantante una vittima al punto da generare in lei comportamenti autolesionistici, tali comportamenti  sono infatti comuni tra le persone che assumone regolarmente droghe. Ci chiediamo quindi se  in questo caso e in altri casi, molto più frequentemente di quanto non ci si potrebbe aspettare, non abbia influito il rapporto con l'ex marito anch'egli tossocomane. Esistono rapporti corrotti, malati nei quali l'uno trasciana nelle proprie nevrosi, abusi e violenze l'altro? Sono molti gli studiosi che hanno concentrato i loro studi sull'analisi dei rapporti tra i generi e sulle conseguenze di relazioni patologiche. Qui non vorremmo riproporvi sinteticamente l'analisi finale dei loro studi  ma chiedervi se secondo voi la mancata denuncia di reati all'interno delle mura domestiche non abbia origine proprio in questi rapporti deviati. Quanto all'interno di una relazione si è in grado di sopportare per amore, per paura o per qualsiasi altro sentimento?   Oppure come mi è capitato di leggere nel commento ad un post del blog 27ora di corriere.it  siamo come moderne Catherine Earnshaw, l'eroina di Cime Tempestose, vittime di noi stesse  e delle nostre paure ed incapacità?

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